Che versione di RSS usano davvero i feed: 93% RSS 2.0, 5% Atom
Sui feed distinti realmente sottoscritti dagli utenti Proofite, misurati il 23 agosto 2026, il 93% dichiara <rss version="2.0">, il 5% è Atom 1.0 e l'1% usa la sintassi RDF di RSS 1.0. L'1% non è più un feed: risponde con una pagina HTML, o non risponde. Il formato standardizzato dall'IETF, Atom, perde diciotto a uno contro quello che non è mai passato da un ente di standardizzazione. Ma il conteggio dei formati racconta metà della storia, e la metà meno interessante.
La guerra dei formati è finita con una fusione
L'88% dei feed RSS 2.0 del campione dichiara il namespace Atom. Non sono feed Atom: sono documenti <rss version="2.0"> che dentro contengono elementi Atom, quasi sempre <atom:link rel="self">, l'elemento con cui un feed dichiara il proprio indirizzo canonico — una cosa che RSS 2.0 da solo non sa fare.
Chi chiede «RSS o Atom?» sta ponendo una scelta che nei fatti quasi nessuno compie. Nel campione i due formati non competono per lo stesso posto: RSS 2.0 fa il contenitore, Atom fornisce i pezzi che al contenitore mancano. Otto feed su nove sono entrambe le cose insieme.
La conseguenza pratica per chi pubblica è che la domanda giusta non riguarda il formato. Riguarda quali elementi il generatore mette dentro.
RSS 1.0 ha perso come formato e vinto come vocabolario
Il dato che ci ha sorpreso di più: l'89% dei feed RSS 2.0 dichiara il namespace Dublin Core (xmlns:dc), che è il vocabolario di metadati adottato da RSS 1.0 — il ramo RDF, quello che come formato nel campione vale l'1%.
L'1% dei feed usa la sintassi di RSS 1.0. Quasi nove su dieci ne usano il vocabolario. Il ramo perdente della scissione del dicembre 2000 è sopravvissuto smontato in pezzi dentro il formato che l'ha battuto: dc:creator per l'autore, dc:date per la data.
Le estensioni più diffuse nel campione, in ordine:
| namespace | a cosa serve | % dei feed validi | |---|---|---| | dc | Dublin Core: autore, data | 90% | | atom | <atom:link rel="self"> | 82% | | content | testo completo in content:encoded | 75% | | sy | frequenza di aggiornamento dichiarata | 49% | | slash | numero di commenti | 48% | | wfw | feed dei commenti del singolo articolo | 46% | | media | Media RSS: miniature, durate, licenze | 35% | | itunes | podcast: categoria, durata, copertina | 7% |
Le prime sei sono i namespace che WordPress emette per impostazione predefinita. Buona parte di quello che sembra una scelta editoriale è la configurazione di fabbrica del CMS più diffuso al mondo.
Il tipo MIME è sbagliato nel 37% dei casi
Solo il 63% dei feed validi viene servito col tipo di contenuto corretto — 61% application/rss+xml, 2% application/atom+xml. Gli altri arrivano come application/xml (22%), text/xml (14%), e uno come text/html.
Ha una causa storica precisa. application/rss+xml non è mai stato registrato presso la IANA: due tentativi in forma di Internet Draft sono decaduti, perché RSS non aveva alle spalle un ente riconosciuto che potesse portare avanti la procedura. application/atom+xml, passato dall'IETF con la RFC 4287 del dicembre 2005, è registrato regolarmente.
Nella pratica quasi nessun lettore se ne accorge: si guarda il contenuto, non l'intestazione. Il tipo sbagliato si fa sentire altrove — un browser che riceve application/rss+xml spesso scarica il file invece di mostrarlo, ed è il motivo per cui diversi publisher tornano deliberatamente a text/xml.
Il 2% dei feed è ancora servito in HTTP senza cifratura.
Un feed su cinque porta audio
Il 21% dei feed del campione contiene almeno un <enclosure>, l'elemento che allega a un contenuto un file esterno con indirizzo, dimensione in byte e tipo MIME. Il 7% dichiara il namespace itunes, cioè è un podcast in senso stretto.
<enclosure> è entrato in RSS 0.92 nel dicembre 2000, su proposta di Tristan Louis e sollecitazione di Adam Curry. Restò senza pubblico per tre anni. È la parte di RSS che non è mai andata in crisi: le piattaforme di ascolto non ospitano gli episodi, indicizzano feed RSS pubblici.
Cinque controlli sul proprio feed
- Guarda il primo tag. Se non è
<rss,<rdf:RDFo<feed, non stai pubblicando un feed. È il controllo che nel censimento ha scartato l'1% degli indirizzi. - Verifica
<atom:link rel="self">. Lo ha l'88% dei feed RSS 2.0 e serve a dichiarare l'indirizzo canonico del feed. Senza, un aggregatore che riceve il documento per altra via non sa da dove riscaricarlo. - Controlla che ogni item abbia
<guid>, conisPermaLink="true"se coincide con l'URL dell'articolo. È il campo che evita i doppioni quando correggi un titolo. - Metti l'autodiscovery nell'
<head>:<link rel="alternate" type="application/rss+xml" title="RSS" href="...">. È la convenzione formalizzata dall'RSS Advisory Board nel 2006. - Passalo dal validatore del W3C (
validator.w3.org/feed). Segnala anche i problemi che non impediscono la lettura ma la peggiorano, come le date in formati ambigui.
Domande frequenti
RSS o Atom: quale conviene pubblicare?
Quello che il tuo CMS già produce, perché nel campione la domanda non ha quasi mai una risposta esclusiva: l'88% dei feed RSS 2.0 contiene già elementi Atom. Tutti i lettori diffusi leggono entrambi. Se stai scrivendo un generatore da zero, Atom ha un modello dati più preciso — date in un formato solo, lingua dichiarabile per singolo elemento, distinzione esplicita fra testo e HTML — e un tipo MIME registrato presso la IANA.
RSS 1.0 è più recente di RSS 2.0?
No, ed è la confusione più comune. RSS 1.0 è del 6 dicembre 2000, RSS 2.0 dell'agosto 2002, ma non appartengono alla stessa serie: sono due rami separati con sintassi incompatibili, nati da una scissione. Il numero più alto non indica la versione successiva.
Perché esistono così tante versioni di RSS?
Perché il formato è stato sviluppato in parallelo da gruppi in disaccordo. Netscape lo pubblicò nel marzo 1999; UserLand ne prese il ramo XML nel giugno 2000; l'RSS-DEV Working Group — un gruppo indipendente, non il W3C, come si legge spesso — pubblicò RSS 1.0 nel dicembre 2000; diciannove giorni dopo UserLand rispose con la 0.92. Nessuna versione è mai passata da un ente di standardizzazione.
Cosa significa version="2.0" in un feed?
Meno di quanto sembri. La stringa 2.0 copre undici revisioni della specifica pubblicate fra il 2002 e il 2009, e nessuna ha cambiato il numero dichiarato nel documento. Significa «ramo UserLand», non «seconda versione».
Un feed RSS può contenere audio?
Sì, ed è il suo uso più solido oggi. L'elemento <enclosure> allega un file esterno con indirizzo, dimensione e tipo MIME: nel censimento lo contiene il 21% dei feed. Tutto il podcasting funziona così.
Come faccio a sapere se un feed che seguo è morto?
Guarda la data dell'ultimo elemento, non l'assenza di novità. Un feed che risponde correttamente ma il cui item più recente ha più di sei mesi è una fonte spenta. È il guasto peggiore per chi si informa con un aggregatore, perché non produce nessun errore: il silenzio di una fonte si legge come assenza di notizie.
Nota di metodo. I numeri vengono dal censimento degli indirizzi di feed distinti realmente sottoscritti dagli utenti Proofite, scaricati e classificati il 23 agosto 2026 leggendo l'elemento radice e i namespace dichiarati in ciascun documento. La misura si ripete e le percentuali vengono aggiornate. Non è un campione rappresentativo del Web: sono le fonti che una comunità di lettori attivi ha scelto di seguire, quindi già filtrate verso siti vivi e curati — ed è il motivo per cui qui solo l'1% risulta irraggiungibile, una quota che su un campione casuale del Web sarebbe molto più alta. I dati grezzi, una riga per feed, sono disponibili su richiesta.